Comunicato Stampa

Comunicato Stampa n. 62 - Guberti, Presidente delle Camera di Commercio: Sì alla nascita della società europea

La EU-INC è basata su un modello semplice, unico, digitale

 

Creare un’impresa europea in 48 ore e a basso costo, incardinata sui registri nazionali ma riconosciuta in tutta Europa, senza doversi confrontare con 27 sistemi giuridici nazionali tra loro differenti. È la sfida del "28° Regime", introdotto dalla Commissione europea con l’obiettivo di trasformare la "Eu-Inc" (la futura società europea) in un veicolo ulteriore per imprese e investitori, superando discipline regolatorie nazionali diverse e facilitando l’accesso ai mercati, riducendo tempi e costi amministrativi. Un ottima opportunità, secondo la Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che da tempo si è schierata a favore di questa innovazione, in un’ottica di semplificazione, abbattimento degli oneri amministrativi e crescita della competitività d’impresa.

 

“La scelta di un regime opzionale europeo, alternativo ma non sostitutivo rispetto ai modelli nazionali – ha sottolineato il presidente Giorgio Guberti - il ricorso allo strumento del regolamento, che assicura uniformità e diretta applicabilità in tutti gli Stati membri, la semplicità di accesso per le imprese sono tra gli aspetti più convincenti della proposta comunitaria. Nel contesto odierno, gli imprenditori e le aziende innovative che desiderano espandersi all'interno dell'UE si trovano ad affrontare un panorama giuridico societario frammentato, con 27 ordinamenti nazionali e oltre 60 forme giuridiche diverse. A causa di questa complessità la costituzione di un'impresa può subire ritardi di settimane o addirittura mesi, provocando un rallentamento della crescita e un aumento dei costi, oltre a scoraggiare le espansioni. Per questo, insieme alle associazioni di categoria – ha concluso il presidente della Camera di commercio - siamo pronti a collaborare con Unioncamere, le istituzioni europee e nazionali per un’attuazione rapida del nuovo regime”.

 

Le principali caratteristiche della futura società europea:

  • registrazione più rapida: imprenditori, fondatori e società potranno dare vita a un'impresa EU Inc. nel giro di 48 ore a un costo inferiore a 100 euro, senza obblighi in materia di capitale sociale minimo;

  • procedure semplificate: sarà sufficiente trasmettere le informazioni delle imprese EU Inc. una sola volta tramite un'interfaccia unica a livello dell'UE che mette insieme i vari registri nazionali delle imprese. In una seconda fase, la Commissione istituirà un nuovo registro centrale dell'UE. Le imprese EU Inc. otterranno un numero di identificazione fiscale e uno di partita IVA senza dover ripresentare la relativa documentazione;

  • operazioni interamente digitali: i processi aziendali saranno digitali per definizione nell'arco dell'intero ciclo di vita di un'impresa;

  • possibilità di ripartire più rapidamente e spendendo meno: le imprese EU Inc. avranno accesso a procedure di liquidazione interamente digitali e le start-up innovative potranno usufruire di procedure di insolvenza semplificate per facilitare la chiusura delle attività. Ciò consentirà ai fondatori di sperimentare idee innovative e, se necessario, ripartire da zero;

  • migliori condizioni per attrarre investimenti: la proposta contempla l'eliminazione delle formalità in presenza, l'introduzione di procedure digitali per le operazioni di finanziamento e la semplificazione del trasferimento di azioni;

  • pieno accesso al mercato unico: sarà possibile scegliere liberamente lo Stato membro in cui costituire l'impresa EU Inc. La proposta include una lista nera di pratiche vietate per garantire che le imprese EU Inc. siano trattate allo stesso modo delle altre imprese costituite nei singoli paesi.

Le prossime tappe

La proposta di EU Inc. sarà ora discussa dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Obiettivo della Commissione, raggiungere un accordo entro la fine del 2026.

 

Burocrazia, 3 mln di giornate perse per le imprese per le autocertificazioni un conto da 674 mln l’anno

Un totale di 3,4 milioni di giornate-uomo all’anno dedicate ad attività amministrative a basso valore aggiunto, pari a un costo di 673,9 milioni di euro, che potrebbe essere significativamente ridotto grazie alla digitalizzazione, ricorrendo a strumenti che già esistono: questo, il conto - salato - degli adempimenti connessi alle 10 autocertificazioni più diffuse con cui si misurano le imprese italiane, per un totale di 27,5 milioni di pratiche. È quanto emerge da un report realizzato da Fondazione Promo Paentato e presentato, nelel scorse settimane, nel corso di un convegno nazionale promosso da Camera di Commercio di Padova, Unioncamere e InfoCamere per celebrare i 30 anni dall’entrata in funzione del Registro delle Imprese, strumento di innovazione significativa nel processo di digitalizzazione e semplificazione amministrativa.

 

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