Comunicato Stampa n.13: 8 Marzo, festa della Donna: sono 7.599 le imprese femminili ravennati ( il 21,2% del totale), più della media regionale (21,1%) e di poco inferiore a quella nazionale (22,3%)
Danno lavoro al 15,9% di tutti gli addetti del settore privato, generando un valore aggiunto di oltre 2,8 miliardi di euro
Cervia (23,2%), Ravenna (22,8%) e Fusignano (22,7%) i Comuni con il più alto tasso di femminilizzazione
Fanno le imprenditrici per scelta e non per ripiego, sono più istruite, preferiscono lavorare con altre donne e sono attente al benessere dei propri collaboratori, ma sono più piccole di dimensione e utilizzano molto il capitale familiare per l’avvio, cosa che limita la propensione ad investire e innovare. Se però puntano sul capitale finanziario (utilizzando incentivi e credito bancario all’avvio), il loro livello di produttività cresce del +33% e raggiunge il +40% se a questo si aggiunge anche la formazione.
7.599 (il 21,2% del totale, il 20,4% nel 2015) le imprese femminili ravennati a fine 2025, quota più elevata della media regionale (21,1%) e di poco inferiore a quella nazionale (22,3%). Imprese che innovano, creano comunità e occupazione. Cervia (23,2%), Ravenna (22,8%) e Fusignano (22,7%) i Comuni con il più alto tasso di femminilizzazione, a Bagnara di Romagna (15,1%) l’indice più basso. Per i settori, la maggior prevalenza di imprese femminili si riscontra nelle altre attività di Servizi (+59,4%), Sanità (44,2%), Turismo (32,5%), Servizi di supporto alle imprese (30,7%) e Commercio (25,9%). Crescono in modo significativo le società di capitali guidate da donne, aumentate del +0,8% e oggi pari a 1.553 unità. Radicate nei settori tradizionali, come istruzione e servizi, crescono in quelli digitali e sostenibili. Questi i numeri del nuovo Rapporto dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio sui dati del Registro imprese.
“E’ una imprenditoria matura, istruita, motivata, con una leadership consapevole quella espressa dalle donne”, ha sottolineato il presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, Giorgio Guberti. “Una impresa diffusa, che alimenta anche le economie dei territori più fragili e soggetti a spopolamento, e quindi una risorsa preziosa che va accompagnata e seguita perché continui a rafforzarsi. Disparità economiche, discriminazioni e violenze sono tutte figlie della stessa radice, di una mentalità dura a scomparire che si annida anche nei luoghi più impensabili e tra le persone più insospettabili e che non conosce confini geografici, di censo, di livello di istruzione. Se alla politica spetta il compito di abbattere gli ostacoli per una completa realizzazione dei loro progetti di vita – ha concluso il presidente della Camera di commercio - alle donne, soprattutto giovani, chiediamo di superare scoraggiamenti e di intraprendere, con determinazione, la via dello studio, delle università, della specializzazione, della formazione professionale e dell’impresa.
"Il principio della parità tarda ancora ad affermarsi, limitando l’autonomia femminile, compromettendo la sicurezza delle donne, impoverendo il progresso della società e dell’economia. Oggi assistiamo al dilagare di forme di violenza consentite dalla dimensione digitale, amplificate dalle dinamiche dei social network, con effetti tutt’altro che virtuali: umiliazioni, ricatti, coercizioni che portano, nei casi più gravi, ad aggressioni fisiche e femminicidi. Abusi che lasciano cicatrici profonde nel corpo e nella mente. Ciascuno di noi, dunque, ha il dovere di individuare e rimuovere impedimenti, ostacoli e pregiudizi che, ancora oggi, frenano la parità di genere e, dunque, la crescita dal punto di vista economico, culturale, sociale e da quello – non meno importante - della qualità della vita". Così Antonella Bandoli, presidente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che ha aggiunto: "Entro quest’anno almeno mille imprese italiane, grazie all’apporto della rete dei Comitati per l’imprenditoria femminile, dovranno aver superato i test che certificano l’abbattimento di ogni forma di gender gap sui luoghi di lavoro. Grazie all’accordo di collaborazione stipulato da Unioncamere e Dipartimento delle Pari Opportunità nell’ambito delle iniziative del PNRR, ai Comitati per l’imprenditoria femminile è stato affidato l’importante incarico di affiancare, insieme al mondo associativo, la progettazione e l’organizzazione di servizi per l’introduzione nelle imprese del sistema di certificazione della parità di genere, la gestione ed erogazione dei pagamenti per i costi di certificazione e l’attivazione di servizi di accompagnamento e di assistenza".
Segue report
Le imprese femminili giovanili e straniere. A fine 2025, le imprese condotte da donne under 35 erano 630, pari all’8,3% delle imprese in rosa ravennati. Una quota che va riducendo il proprio peso sulla componente imprenditoriale femminile rispetto all’anno precedente (nel 2024 erano l’8,4%) ma che continua a rimanere più elevata rispetto allo stesso indicatore riferito alle non femminili (6,3%), a conferma che il tessuto produttivo femminile resta mediamente “più giovane” di quello maschile. Sono concentrate per lo più nel Commercio (21,1%; in particolare al dettaglio con 14%), nei Servizi alle persone (18,7%) e nel Turismo (13,8%, soprattutto nella ristorazione a quota 11%). Se inoltre, in termini di variazione percentuale, le imprese femminili under 35, rispetto al 2024, evidenziano una tendenza negativa che conduce ad un -1,8% (-1,4% in Emilia-Romagna e -2,5% in Italia), il saldo netto annuale della movimentazione (cioè la differenza fra iscrizioni e cancellazioni volontarie) risulta essere in provincia di Ravenna largamente positivo (+65), come pure nel 2024 (+63), anche se in rallentamento rispetto all’anno 2023 (era +113). Alla stessa data, le imprese femminili straniere sono risultate 1.088, pari al 14,3% del totale delle imprese ravennati in cui il controllo e la proprietà sono detenuti in prevalenza da donne (l’incidenza per le non femminili si ferma al 12,7%), in costante crescita. Sono diffuse, in particolare, nel Commercio (27,5%, al dettaglio 16,6%), Alloggio-ristorazione (18,1%, specialmente nella ristorazione con 15,7%) e Servizi alle persone (17,7%), con particolare concentrazione (12,4%) nelle Altre attività di servizi (parrucchiere, centri estetici, ecc..); rispetto al 2024 hanno fatto registrare un incremento tendenziale (+4%) ed è stata la crescita delle imprese femminili straniere a sostenere l’andamento complessivo. Le imprese femminili gestite da donne nate all’estero, in 10 anni sono risultate sempre in aumento, con una variazione percentuale più intensa (+27,8%) rispetto alle straniere non femminili (+6,3%). E anche nel 2025, al netto delle chiusure d’ufficio, le iscrizioni sono state superiori alle cessazioni (120 contro 73).
I settori. Crescono le imprese femminili nel Turismo (+0,5% rispetto al 2024), nel complesso dei Servizi (+1%), nei Servizi alle imprese (+0,8%), fra cui Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+4,2%) ed Attività immobiliari (1,8%). Così come registrano andamenti positivi i settori del Credito (+5%) e dei Servizi alle persone (+0,6%) con riferimento, in particolare, alla Sanità (+1,3%), Istruzione (+2,7%) e Altri servizi (+0,9%). In contro tendenza i settori più tradizionali: l’Agricoltura (-1,6% la variazione percentuale), l’Industria (-2,1%), di cui il Manifatturiero con -2,4%, Costruzioni (-4,9%), Commercio (-3,1%), Logistica (-1,3%); in calo anche ICT (-8,1%), Attività professionali, scientifiche e tecniche (-0,3%) ed Attività artistiche e di intrattenimento (-1,5%). Nel complesso, le imprese femminili ravennati accusano un piccolo calo pari a -0,7% (+0,1% in regione e +0,8% in ambito nazionale).
Start up innovative. L’analisi della presenza femminile tra le startup innovative rileva un’incidenza che raggiunge quasi il 13,5%, mantenendo pressocchè stabile la quota rilevata per la totalità delle imprese registrate e colloca Ravenna al 43° posto nella graduatoria nazionale delle province.
La forma giuridica. Oltre il 62% delle imprese femminili sono individuali, in lieve crescita rispetto al 2024 (+0,2%); più sostenuto l’aumento delle donne che scelgono forme giuridiche più strutturate come la società di capitali (+0,8%). In territorio negativo, tutte le altre forme organizzative.
Addetti e valore aggiunto. In provincia di Ravenna, le imprese femminili danno lavoro al 15,9% di tutti gli addetti del settore privato, generando un valore aggiunto di oltre 2,8 miliardi di euro.