Comunicato Stampa n.18 Tra guerre, dazi e incertezza le imprese ferraresi restano prudenti
Tiene il Commercio al dettaglio, in frenata Industria manifatturiera ed Edilizia. Export in ripresa (+0,5%) Prometeia: per il 2026, previsioni di crescita dell’economia ferrarese del +0,5%.
Tra guerre, dazi e incertezza le imprese ferraresi restano prudenti. Tiene il Commercio al dettaglio, frenano Industria manifatturiera (-1,7%) ed Edilizia (-2,6%), export in ripresa (+0,5%), mentre gli Scenari delle economie locali realizzati da Prometeia confermano, per l’economia ferrarese, una previsione di crescita del valore aggiunto, per il 2026, del +0,5%. Questi i dati principali diffusi il 27 marzo, alla presenza di Paolo Govoni, vice-presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, Guido Caselli, direttore del Centro Studi di Unioncamere Emilia Romagna, e dei vertici di Istituzioni ed associazioni di categoria, dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio. “Promuovere la continuità d’impresa e favorire il ricambio generazionale efficace – ha sottolineato Paolo Govoni, vice presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna - significa rafforzare la resilienza del tessuto produttivo sostenendone la crescita di lungo periodo. In un contesto come quello della provincia di Ferrara, caratterizzato da una forte prevalenza di imprese a controllo familiare e da una struttura dimensionale composta in larga misura da Pmi, la transizione della governance tra generazioni è cruciale non solo per la singola azienda, ma per la competitività delle imprese e dell’intero sistema economico, influenzando occupazione, filiere produttive, innovazione, attrattività degli investimenti, internazionalizzazione, gestione del capitale umano e coesione territoriale”.
Tornando all’indagine della Camera di commercio, le informazioni provenienti dalle imprese fino a 500 dipendenti, relativamente al 2025, registrano la flessione dell’attività dell’industria manifatturiera ferrarese: produzione industriale -1,7%, ordini -1,1%, +5,1% quelli dall’estero. Segnali di recupero arrivano dagli indicatori del quarto trimestre (produzione +2,8%; fatturato +3,3%; ordini -0,8% e ordini dall’estero +2,4%), ma in rallentamento rispetto agli andamenti realizzati nel triennio 2021-2023 e con forti discontinuità settoriali. Lento recupero per le attività artigiane manifatturiere nel 4° trimestre: produzione +0,2%, fatturato +0,8%, ordini +0,8%, mostrando, al confronto con il 2024, tutti valori positivi. La dinamica tendenziale del comparto delle costruzioni si muove in campo negativo (-2,6% per il volume d’affari nella media tendenziale del 2025) evidenziando il contraccolpo dopo la stagione degli incentivi straordinari già iniziato nel 2024. Il trend però sembra riassestarsi con valori meno negativi rispetto allo scorso anno, tanto che l’ultimo trimestre si è chiuso con un -1,1%. Nella media dell’anno 2025, il volume d’affari dell’artigianato edile segna un valore negativo ancora più pesante pari al -3,8%. Anche i dati regionali non riprendono slancio: il fatturato medio regionale segna un -0,7% , come pure l’artigianato edile (-1,4%). Il commercio al dettaglio realizza per le vendite un debole +0,03%, scoraggiato dall'inflazione e consumi prudenti, risultato di andamenti contrastanti nei settori: per commercio al dettaglio di prodotti alimentari: +3,7%, più colpito dall’inflazione, assieme alla grande distribuzione organizzata; Ipermercati, supermercati e grandi magazzini +3,6%; commercio non alimentare -2,7%. Trend ancora più frenato in regione con un -0,3% in ragione d’anno. I dati di fonte regionale relativi al turismo nel 2025, al confronto con il 2024, segnano un trend positivo dei due principali indicatori (turisti e pernottamenti): la costa incrementa le presenze del +4,1%, mentre in città la crescita è più marcata, segnando un +9,5%. Complessivamente la provincia conta oltre 670mila turisti (+8,0%) e oltre 2,9 milioni di presenze (+1,6%).
Gli indicatori del commercio internazionale di fonte Istat confermano la ripresa dell’export delle imprese ferraresi, grazie alla loro capacità di reagire e di riposizionarsi, nonostante i dazi USA ed il clima di incertezza che caratterizza sempre di più lo scenario internazionale. Nel 2025, hanno infatti messo in evidenza un ulteriore incremento tendenziale del +0,5%, rispetto all’anno precedente, crescita meno marcata rispetto a quella dell’export nazionale (+3,3%) e a quella regionale (+1,3%). Complessivamente, da gennaio a dicembre del 2025, sono state esportate merci per un valore pari a circa 2,6 miliardi di Euro (a valori correnti) e la crescita tendenziale rilevata, equivale a quasi 13 milioni di Euro in più rispetto all’anno prima. L’Europa si rivela ancora una volta la destinazione e la provenienza principale, sempre rappresentando oltre i due terzi dell’export ferrarese totale e l’88% dell’import (quota costante nel tempo). La Germania, nonostante la forte contrazione dell’automotive e della chimica, è da sempre il primo partner straniero per la struttura imprenditoriale ferrarese, quasi 445 milioni di euro nel 2025 con un aumento di 4 milioni (pari al +0,9%) rispetto al 2024. Ma ad incidere di più sul risultato finale è stato l’aumento dell’export verso la Francia (circa 66 milioni in più, +20%) concentrato soprattutto alla voce riferita ai macchinari, che porta la Francia a superare gli Stati Uniti diventando il secondo partner ferrarese. In forte contrazione l’export verso gli Stati Uniti che perdono quasi 56 milioni (-19,5%) scivolando al terzo posto come partner commerciale. Per Prometeia, infine, l’economia ferrarese segnerà, per il 2026, un +0,5%.
