Comunicato Stampa n.13: 8 Marzo, festa della Donna: sono 7329 le imprese femminili ferraresi ( il 23,6% del totale), più della media regionale (21,1%) e di quella Nazionale (22,3%)
Danno lavoro al 19,8% di tutti gli addetti del settore privato, generando un valore aggiunto di circa 2 miliardi di euro Masi Torello (26,3%), Fiscaglia (25,5%) e Tresignana (25,3%) i Comuni con il più alto tasso di femminilizzazione.
Fanno le imprenditrici per scelta e non per ripiego, sono più istruite, preferiscono lavorare con altre donne e sono attente al benessere dei propri collaboratori, ma sono più piccole di dimensione e utilizzano molto il capitale familiare per l’avvio, cosa che limita la propensione ad investire e innovare. Se però puntano sul capitale finanziario (utilizzando incentivi e credito bancario all’avvio), il loro livello di produttività cresce del +33% e raggiunge il +40% se a questo si aggiunge anche la formazione.
7.329 (il 23,6% del totale, il 22,8% nel 2015) le imprese femminili ferraresi a fine 2025, quota più elevata sia della media regionale (21,1%), sia di quella nazionale (22,3%). Imprese che innovano, creano comunità e occupazione. Masi Torello (26,3%), Fiscaglia (25,5%) e Tresignana (25,3%) i Comuni con il più alto tasso di femminilizzazione, a Portomaggiore (20,1%) l’indice più basso. Per i settori, la maggior prevalenza di imprese femminili si riscontra nelle attività di Servizi specialmente alla persona (+62,9%), Sanità (44,2%), Turismo (36,9%), Servizi di supporto alle imprese (31,5%) e Commercio (27%). Crescono in modo significativo le società di capitali guidate da donne, aumentate del +3,1% e oggi pari a 1.400 unità. Radicate nei settori tradizionali, come istruzione e servizi, crescono in quelli digitali e sostenibili. Questi i numeri del nuovo Rapporto dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio sui dati del Registro imprese.
“E’ una imprenditoria matura, istruita, motivata, con una leadership consapevole quella espressa dalle donne”, ha sottolineato il presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, Giorgio Guberti. “Una impresa diffusa, che alimenta anche le economie dei territori più fragili e soggetti a spopolamento, e quindi una risorsa preziosa che va accompagnata e seguita perché continui a rafforzarsi. Disparità economiche, discriminazioni e violenze sono tutte figlie della stessa radice, di una mentalità dura a scomparire che si annida anche nei luoghi più impensabili e tra le persone più insospettabili e che non conosce confini geografici, di censo, di livello di istruzione. Se alla politica spetta il compito di abbattere gli ostacoli per una completa realizzazione dei loro progetti di vita – ha concluso il presidente della Camera di commercio - alle donne, soprattutto giovani, chiediamo di superare scoraggiamenti e di intraprendere, con determinazione, la via dello studio, delle università, della specializzazione, della formazione professionale e dell’impresa..
“Le donne imprenditrici dispongono di saperi e linguaggi nuovi, di strumenti di comunicazione e di espressione di straordinaria efficacia; investono la loro originalità e, con piena ragione, chiedono spazio. Uno spazio che non sempre, come sappiamo, viene loro riconosciuto. Anche questo è un impegno che la società, nel suo insieme, deve assumere”. Così Gisella Ferri, vice-presidente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che ha aggiunto: “Sono temi, questi, che chiamano alla comune responsabilità di un’intera comunità perché disparità economiche, discriminazioni e violenze sono tutte figlie della stessa radice, di una mentalità dura a scomparire che si annida anche nei luoghi più impensabili e tra le persone più insospettabili e che non conosce confini geografici, di censo, di livello di istruzione. Non è vero progresso quando una conquista è pagata con l'esclusione di altri”.
Le imprese femminili giovanili e straniere. A fine 2025, le imprese condotte da donne under 35 erano 654, pari all’8,9% delle imprese in rosa ferraresi. Una quota che va riducendo il proprio peso sulla componente imprenditoriale femminile rispetto all’anno precedente (nel 2024 erano il 9,2%) ma che continua a rimanere più elevata rispetto allo stesso indicatore riferito alle non femminili (7,2%), a conferma che il tessuto produttivo femminile resta mediamente “più giovane” di quello maschile. Sono concentrate per lo più in Pesca e acquacoltura (14,5%), Commercio (17,6%, in particolare al dettaglio con 12,7%), nel Turismo (10,9%, soprattutto nella ristorazione a quota 9,8%) e Servizi per la persona (16,2%). Se inoltre, in termini di variazione percentuale, le imprese femminili under 35, rispetto al 2024, evidenziano una tendenza negativa che conduce ad un -3,2% (-1,4% in Emilia-Romagna e -2,5% in Italia), il saldo netto annuale della movimentazione (cioè la differenza fra iscrizioni e cancellazioni volontarie) risulta essere in provincia di Ferrara largamente positivo (+59), come pure nel 2024 (+61), anche se in rallentamento rispetto all’anno 2023 (era +77). Alla stessa data, le imprese femminili straniere sono risultate 887, pari al 12,1% del totale delle imprese ferraresi in cui il controllo e la proprietà sono detenuti in prevalenza da donne (l’incidenza per le non femminili si ferma al 11,4%). Sono diffuse, in particolare, nel Commercio (26,2%, in particolare al dettaglio con 19,8%), Alloggio-ristorazione (20,3%, specialmente nella ristorazione con 18,8%) e Servizi alle persone (13,2%), con particolare concentrazione (11,8%) nelle Altre attività di servizi (parrucchiere, centri estetici, ecc..); rispetto al 2024 hanno fatto registrare un incremento (+5,2%) ed è stata la crescita delle imprese femminili straniere a sostenere l’andamento complessivo. Le imprese femminili gestite da donne nate all’estero, in 10 anni sono risultate sempre in aumento, con una variazione percentuale un po’ meno intensa intensa (+25,1%) rispetto alle straniere non femminili (+27,2%). E anche nel 2025, al netto delle chiusure d’ufficio, le iscrizioni sono state superiori alle cessazioni (117 contro 72) con un saldo netto di +45 unità.
I settori. Crescono le imprese femminili nel complesso dei Servizi (+0,8% rispetto al 2024), nei Servizi orientati alle attività produttive (+0,6%), fra cui servizi ICT (+4,5%) e Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+2,4%). Così come registrano andamenti positivi i settori del Credito (+8,7%), delle Costruzioni (+4,3%) e dei Servizi alle persone (+0,1%) con riferimento, in particolare, alla Sanità (+11,5%), Attività artistiche e di intrattenimento (+3,5%) e Altri servizi (+0,8%). In contro tendenza i settori più tradizionali: l’Agricoltura (-3,2% la variazione percentuale), la Manifattura (-0,7%), Commercio (-1%), Turismo (-1,1%), Attività immobiliari (-1,3%); in calo anche Istruzione (-8,6%), Attività professionali, scientifiche e tecniche (-1,8%). Stabilità per la Logistica. Nel complesso, le imprese femminili ferraresi accusano un lieve calo pari a -0,3% (+0,1% in regione e +0,8% in ambito nazionale).
Start up innovative. L’analisi della presenza femminile tra le startup innovative rileva un’incidenza che raggiunge il 22,5%, mantenendo pressocchè stabile la quota rilevata per la totalità delle imprese registrate e colloca Ferrara al 12° posto nella graduatoria nazionale delle province.
La forma giuridica. Quasi il 64% delle imprese femminili sono individuali, in lieve decrescita rispetto al 2024 (-0,4%); sostenuto l’aumento delle donne che scelgono forme giuridiche più strutturate come la società di capitali (+3,1%). In calo le società di persone (-4,3%), mentre sono in territorio positivo le cooperative (+5,4%) e le residuali altre forme (+2,9%).
Addetti e valore aggiunto. In provincia di Ferrara, le imprese femminili danno lavoro al 19,8% di tutti gli addetti del settore privato, generando un valore aggiunto di circa 2 miliardi di euro.