Comunicato Stampa

Comunicato Stampa n. 61 - Ravenna, prometeia: Rivisto al rialzo il valore aggiunto nel 2026 (+0,4%)

Guberti “Non basta colmare il mismatch tra domanda e offerta di competenze: occorre perseguire l’obiettivo di dar vita a un ecosistema in cui i giovani si sentano concretamente protagonisti del sistema produttivo, in cui il lavoro sia vissuto come spazio di realizzazione personale e contributo attivo all’avvenire del territorio”.
Secondo trimestre 2026: in ripresa l’Industria manifatturiera e l’Edilizia, segnali di rallentamento per il Commercio
L’Export in espansione: +4,9%.

 

Prometeia rivede al rialzo la crescita del valore aggiunto in provincia di Ravenna nel 2026 (+0,4%), due decimi di punto percentuale in più rispetto all’edizione precedente. Vari i motivi: l’inatteso calo della domanda mondiale di petrolio (specie in Cina e Giappone), che ha allungato i tempi della scarsità; il minor trasferimento dei rincari ai beni non energetici; il traino del PNRR alle battute conclusive.

 

In ripresa, in particolare, nel secondo trimestre di quest’anno, l’Industria tra le imprese fino a 500 dipendenti: a fronte della crescita della produzione (+2,3%), migliore anche del trend a livello regionale per l’attività produttiva (+1,9%), tengono gli ordini (+0,6%), trainati da quelli dall’estero con un +1,3%. Recupera la dinamica tendenziale del comparto delle Costruzioni (+1,9% l’andamento per il volume d’affari ravennate, rispetto all’analogo trimestre del 2025; +0,5% il risultato medio in regione). I dati più critici restano per le Artigiane; all’insegna della stabilità gli indicatori per quelle del manifatturiero (produzione +0,2%, nel confronto con il secondo trimestre 2025; ordini +0,2%), mostrando però valori migliori rispetto a quelli negativi registrati l’anno precedente. Più pesante il contraccolpo sul volume d’affari dell’Artigianato edile (-5,1%), che maggiormente ha risentito della diminuzione nelle opere di ristrutturazione edilizia con la fine degli incentivi. Rallenta il Commercio al dettaglio (-0,9%), scoraggiato dall'inflazione e consumi prudenti. Il Commercio alimentare ha trainato la crescita in valore (+3,7%), più colpito dall’inflazione, mentre il comparto non alimentare è risultato più frenato (-2,7%), in quanto i consumi non alimentari, a fronte del rialzo dei prezzi, sono più procrastinabili e comprimibili; lieve trend in negativo anche per la grande distribuzione organizzata (-0,2%). In espansione l’Export: secondo gli indicatori provvisori del commercio internazionale di fonte Istat riferiti al primo semestre di quest’anno, infatti, le esportazioni complessive a valore corrente delle imprese ravennati segnano un +4,9%, a fronte del +4,5% dell’Italia e del +3% dell’Emilia Romagna. Rimane preoccupante la situazione del gap femminile relativo alle posizioni e alle retribuzioni: le donne al vertice si fermano al 22% rispetto al totale e il gap sulla retribuzione settimanale lorda in base alla qualifica si attesta complessivamente al -25%. Sono alcune delle principali evidenze emerse il 1° ottobre, alla presenza di Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio, di Riccardo Graziani, vice presidente della Provincia di Ravenna, di Guido Caselli, direttore del Centro Studi di Unioncamere Emilia Romagna, e dei vertici di Istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio nell’ambito della riunione del Tavolo sulle opportunità economiche e occupazionali.

 

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“Il rapporto tra i giovani e il mondo occupazionale in un momento storico segnato da incertezza, cambiamenti sociali e transizioni economiche - ha dichiarato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna - restituisce un’immagine dinamica e realistica di una generazione sospesa tra ambizioni forti, consapevolezze acute e un contesto sociale ed economico non sempre all’altezza delle aspettative. In un territorio che invecchia la voce dei giovani assume un valore strategico, imprescindibile, non possiamo permetterci di ignorarla, né di sottovalutarla. Occorre non soltanto rafforzare la connessione tra scuola e impresa, ma rendere l’orientamento un processo strutturato, continuo e realmente accessibile a tutti. Così come è strategica la voce delle donne. Per competere è necessario che le condizioni siano le stesse per chiunque vi operi: stesso mercato, stesse regole, in ogni campo, imprenditoriale, scolastico, sociale. La sfida è culturale prima ancora che tecnica: dobbiamo rimuovere barriere informative e sociali che ancor oggi limitano le scelte di tanti ragazzi e ragazze, uomini e donne. Oltre a colmare il mismatch tra domanda e offerta di competenze – ha concluso il presidente della Camera di commercio - dobbiamo perseguire l’obiettivo di dar vita a un ecosistema in cui i giovani si sentano concretamente protagonisti del sistema produttivo, in cui il lavoro sia vissuto come spazio di realizzazione personale e contributo attivo all’avvenire del territorio. Qui si apre lo spazio della corresponsabilità: scuola, università, imprese e istituzioni devono continuare a lavorare insieme, in modo strutturato, per restituire ai giovani una bussola credibile”.

 

"I dati presentati oggi - ha dichiarato Riccardo Graziani vice presidente della Provincia di Ravenna - confermano la grande capacità del nostro territorio di reagire e cogliere le opportunità di crescita, al tempo stesso ci pongono davanti a sfide che non possiamo ignorare. Investire sui giovani, valorizzare il talento femminile e rafforzare il dialogo tra scuola, formazione e imprese significa costruire condizioni di sviluppo più solide, inclusive e durature. Solo attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni, sistema economico e parti sociali potremo sostenere la competitività del territorio e offrire alle nuove generazioni reali opportunità di crescita e realizzazione. È su questi obiettivi che istituzioni e imprese sono chiamate a lavorare insieme” .

 

Le imprese guidate da giovani imprenditori rappresentano una componente strategica del sistema produttivo ravennate, ma spesso incontrano ostacoli legati a minore esperienza, reti relazionali più deboli e maggiori difficoltà nell’accesso a competenze e mercati. L’indagine della Camera di commercio, elaborata sulla base di un recente approfondimento “Il ruolo dei distretti per le imprese giovanili” realizzato dal Centro Studi Tagliacarne all’interno del 18° Rapporto annuale "Economia e Finanza sui distretti industriali" di Intesa San Paolo, evidenzia come l’appartenenza a un distretto industriale possa attenuare questi vincoli, favorendo crescita, investimenti e competitività. Le imprese giovanili distrettuali mostrano, infatti, migliori prospettive di fatturato ed export, una maggiore propensione a investire in innovazione, tecnologie digitali, sostenibilità e formazione del personale, oltre a beneficiare di filiere più integrate e di un più agevole accesso a relazioni commerciali e istituzionali. La presenza di reti collaborative con imprese, università e centri di ricerca rafforza inoltre i processi di apprendimento e diffusione della conoscenza. Il distretto emerge come un fattore abilitante per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile, capace di sostenere percorsi di crescita e di rafforzare la capacità competitiva delle imprese.

 

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