Comunicato Stampa n.35 La proprietà intellettuale come scudo strategico contro le turbolenze della globalizzazione. Le imprese ferraresi e ravennati protagoniste nel panorama nazionale
1.150 le istanze presentate, di cui quasi il 75% telematiche: +8,6% il numero complessivo delle domande presentate nel 2025.
Segnali incoraggianti dagli investimenti delle imprese ferraresi e ravennati nella proprietà industriale: secondo i dati diffusi dalla Camera di commercio, infatti, nel 2025 sono state 1.150 le istanze presentate (di cui quasi il 75% telematiche) pari a +8,6% delle domande presentate rispetto all’anno precedente 2025. Numeri, tuttavia, che descrivono soltanto una parte dell’universo della proprietà intellettuale, che comprende anche marchi, design, modelli ornamentali e diritto d’autore. Campi nei quali le province di Ferrara e Ravenna registrano volumi molto più ampi, trasformando la creatività e l’innovazione in reale vantaggio competitivo. Brevetti, marchi, design registrati sono strumenti che proteggono idee, soluzioni ingegnose, intuizioni creative. Crescente è l’attenzione – evidenzia la Camera di commercio - da parte di imprenditori, professionisti, esperti e rappresentanti del mondo accademico, a testimonianza della crescente centralità del tema della proprietà intellettuale come leva strategica per l’innovazione e la competitività aziendale.
“Tra Ferrara e Ravenna - ha sottolineato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio - l’impresa non è solo mestiere, è visione. Territori, i nostri, nei quali si muove un tessuto produttivo che non ha paura di innovare, di investire nel sapere, nella ricerca, nello sviluppo. Qui il capitale umano non è una formula astratta, ma il motore silenzioso che fa girare le idee, le relazioni, le opportunità. Un ecosistema vivace, che sa guardare avanti e che chiede alle sue imprese di fare un passo in più: trasformare l’intangibile in valore concreto. Perché oggi, più che mai, la competitività si gioca sulla capacità di rendere visibile ciò che non si vede — conoscenza, creatività, brevetti, relazioni — e farne scudo contro le incertezze del mercato”.
Lo studio dell’Ufficio europeo dei brevetti e dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. Nel panorama competitivo globale, la proprietà intellettuale non è più soltanto uno strumento di protezione dell’innovazione, ma rappresenta una leva strategica per creare valore. Secondo uno studio dell’Ufficio europeo dei brevetti e l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, le aziende con diritti di proprietà intellettuale generano quasi il 24% in più di ricavi per dipendente rispetto a quelle che non ne hanno. Per le imprese, dunque, proteggere le proprie innovazioni attraverso i diritti di proprietà intellettuale non è un costo, ma un investimento strategico per valorizzare e difendere il business nel tempo. Avere una strategia chiara e strutturata nella gestione della proprietà intellettuale rappresenta un elemento chiave nelle decisioni di investimento: i principali fattori che la rendono un asset strategico per gli investitori, infatti, includono la protezione del vantaggio competitivo, la possibilità di monetizzazione tramite licenze o cessioni e l’accesso facilitato ai finanziamenti, oltre al fatto che il peso degli asset intangibili porta a valutazioni più elevate nelle exit.
“La capacità di un territorio di attrarre investimenti materiali ed immateriali, di favorire il business di imprese anche straniere – ha concluso Guberti – è una componente essenziale del suo essere competitivo; la continua innovazione, lo sviluppo e la tutela della proprietà intellettuale, una visione globale dei mercati e delle opportunità sono gli elementi di forza del “fare impresa”. Andare oltre la semplice dimensione di strumento di difesa aiuta a comprendere come la valorizzazione della proprietà intellettuale, in un contesto economico in cui l’innovazione è il principale driver di sviluppo, può rappresentare una componente essenziale del successo aziendale. Sostenere l’innovazione tecnologica e gestionale, facilitare l’accesso agli strumenti di proprietà intellettuale, contrastare il fenomeno illegale della contraffazione sono, dunque, elementi primari nelle scelte e negli indirizzi della Camera di commercio per accompagnare la crescita e la diversificazione dell’iniziativa economica”.